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Superstizioni, gestione dello stress e personalità negli sportivi

Superstizioni, gestione dello stress e personalità negli sportivi

di Giuseppe De Santis - 11/10/2023 Contenuto revisionato dalla redazione clinica
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Superstizioni, gestione dello stress e personalità negli sportivi

In questo articolo voglio presentarvi uno studio condotto da me e dai colleghi del I Anno della Scuola di Psicoterapia Cognitiva di Reggio Calabria Doriana Chirico, Nancy Drago, Alessia Savasta, Stefania Chines, Roberta Cortese, Silvia Ritacco e Gaetano Mangiola. 


Lo studio non è stato pubblicato, ma è stato presentato in una sessione di relazioni durante l'VIII Forum sulla Formazione in Psicoterapia ad Assisi  che si è tenuto il 11-12-13 Ottobre 2019.


Il prossimo step per proseguire lo studio sarà quello di individuare strumenti più specifici per la misurazione dei costrutti presi in esame per l'ambito sportivo, e di aumentare il numero dei partecipanti per il campione.


Dopo questa breve precisazione, mi addentro nell’argomento oggetto della ricerca, ovvero le superstizioni e la gestione dello stress negli sportivi.


Dayne Topkin - Unsplash

La superstizione


Il comportamento superstizioso è l’insieme di azioni eccentriche, ripetitive e rigide messe in atto dal soggetto al fine di ottenere come beneficio una riduzione dell’ansia, dello stress e un aumento della percezione di controllabilità dell’evento. 


Dietro la messa in atto di questi rituali, vi è l’idea di poter ottenere l’esito desiderato di un evento, sebbene non vi sia alcun rapporto di causa-effetto tra di essi (Womack, 1992).


Anche in ambito sportivo, gli atleti utilizzano questi rituali durante le performance per aumentare il senso di controllo sull’incertezza e per influenzare la fortuna. In letteratura, è noto che il locus of control esterno sia correlato a un maggior utilizzo di comportamenti superstiziosi, in quanto associato a una minor percezione della controllabilità dell’evento (Burke et al., 2006). 


Sembrerebbe che gli atleti mettano in atto comportamenti superstiziosi come strategie di coping per gestire l’ansia provocata da situazioni stressanti (Denollet, 2000), ottenendo un aumento del senso di controllo e di rassicurazione in situazioni imprevedibili (Domotor, 2016). 


Lo studio Superstitious Ritual Behavior in Sports: A Comparative Study among Various Athletes afferma infatti che “indipendentemente dal sesso maschile o femminile, la maggior parte degli atleti crede in una sorta di rituali superstiziosi che possano servire a controllare la fortuna e la paura di fallire, aumentare la fiducia, mantenere la concentrazione, diminuire lo stress e l'ansia, ecc. ai massimi livelli sportivi.”


Potrebbe esserci anche una connessione tra il bisogno di controllo e alcuni tratti di personalità (Zebb & Moor, 2003), considerando il ruolo del perfezionismo nella ricerca costante di un rendimento ottimale (Hewitt & Flett, 2005).


Steven Lelham - Unsplash

Campione, Obiettivi e Strumenti


Lo studio del 2019 si è proposto di indagare:


  1. La correlazione tra ansia da competizione (CSAI-2), locus of control (Rotter’s Locus of Control Scale) e comportamenti superstiziosi (SRQ) nella gestione dello stress, ipotizzando una correlazione positiva tra i livelli di ansia da competizione, il locus of control esterno e il numero dei rituali messi in atto
  2. La presenza di differenze quantitative e qualitative tra i rituali messi in atto negli sport di squadra e individuali, ipotizzando che ci sia un maggior numero di rituali negli sport di gruppo (Rudski & Edwards, 2007) e che ci siano delle differenze anche in termini di tipologia di comportamento superstizioso (macroaree dell’SRQ)
  3. La correlazione tra comportamenti superstiziosi e dimensioni della personalità (DSM-5), ipotizzando una correlazione positiva tra alti livelli nella dimensione “Rigidità Perfezionistica” del PID-5 e il numero dei rituali messi in atto (SRQ).

A tal fine, è stato reclutato un campione di 170 atleti composto da agonisti (M=91, F=79), praticanti sport di squadra (n=78) e sport individuali (n=92), sottoposti a una batteria di test online costituita da CSAI-2, SRQ, PID-5 e Rotter’s Locus of Control Scale. 

In questo modo è stato possibile approfondire l’influenza dei costrutti presi in esame sulle performance sportive con l’obiettivo di orientare di conseguenza gli interventi di psicologia dello sport.


I risultati dello studio


Dall'analisi dei dati è emerso che esiste una correlazione positiva (p<.0001) tra ansia da competizione e numero dei rituali e tra ansia da competizione ed efficacia percepita dei rituali (p<.05). 


Da questo è possibile dedurre che, all'aumentare dell'ansia da competizione, l'atleta metta in atto un maggior numero di rituali e li percepisca anche come più efficaci. Sebbene in letteratura sia presente un legame tra ansia da competizione e locus of control, all'interno del nostro campione la modalità dei soggetti di attribuire all'esterno la causa di un evento non ha un ruolo decisivo sulle reazioni ansiose (p>.05).


Analizzando le differenze tra sport di squadra e sport individuali, un effetto degno di nota è la differenza di genere: 


  • le sportive sono più superstiziose a prescindere dalla tipologia di sport praticato (p<.05)
  • gli uomini che praticano sport individuali percepiscono i rituali messi in atto come meno efficaci (p<.05).

Rispetto all'effetto principale del livello sportivo, si riscontra inoltre un maggior numero di rituali (p<.05) e una maggiore efficacia percepita degli stessi (p<.05) all'aumentare della competitività dell'atleta.


In riferimento all'indagine sugli aspetti della personalità, la rigidità perfezionistica correla positivamente sia con il numero dei rituali (p<.05) che con l'efficacia percepita (p<.05): all'aumentare del punteggio alla scala del PID-5, aumenta anche il comportamento superstizioso e il senso di efficacia soggettivamente percepito.


Bruno Nascimento - Unsplash

Conclusioni


In conclusione, i comportamenti superstiziosi possono essere appresi e rinforzati con l'obiettivo di aumentare la possibilità di raggiungere l’esito sperato in situazioni di incertezza. Questo permette di regolare il livello soggettivo di ansia, sicurezza, controllo e di tutti quei fattori che contribuiscono a mantenere un’adeguata zona di comfort psicologico negli sport competitivi. 


Secondo la teoria di Malinowski (1979), i comportamenti superstiziosi sono funzionali a riempire il vuoto dovuto all'incertezza e all'imprevedibilità di un evento. In contesti sportivi, i comportamenti superstiziosi hanno anche un valore adattativo nella regolazione emotiva: rivestono un ruolo importante nell’incrementare il senso di auto-efficacia del soggetto e la fiducia in sé stesso durante la prestazione sportiva (Szabo, 2013).



Prospettive future


Il prossimo step della ricerca si focalizzerà sulla costruzione di uno strumento maggiormente specifico che valuti il locus of control in ambito sportivo: di fatto, uno dei limiti riscontrati dal nostro studio consiste nella poca specificità del Rotter's Locus of Control per l'ambito sportivo. 


Per quanto riguarda la regolazione emotiva, ci proponiamo di considerare anche il ruolo dei rituali superstiziosi nella gestione di altre emozioni (es. la rabbia). È auspicabile in prospettiva futura continuare ad approfondire l'influenza degli aspetti psicologici e di personalità presi in esame sulle performance sportive al fine di orientare di conseguenza gli interventi di Psicologia dello Sport e promuovere il benessere psico-fisico degli atleti.



Bibliografia


  • K.L. Burke et al., 2006, An exploratory investigation of superstition, personal control, optimism and pessimism in NCAA Division I intercollegiate student athletes. Athletic Insight, 8 (2)
  • J. Denollet, 2000, Type D personality: A potential risk factor refined. Journal of psychosomatic research, (255-266)
  • Z. Dömötör et al., 2016, Superstitious behavior in sport: a literature review. Scandinavian journal of psychology, 57, (368-382)
  • G.L. Flett, P.L Hewitt, 2005, The perils of perfectionism in sports and exercise. Current directions in psychological science, 14 (14-18)
  • B. Malinowski, 1979, The role of magic and religion. In W.A. Lessa & E.Z. Vogt (Eds.), Reader in comparative religion: An anthropological approach, Harper Collins Publishers (4th edn, pp. 37–46)
  • J. M. Rudski, A. Edwards ,2007,  Malinowski goes to college: Factors influencing students' use of ritual and superstition. The Journal of general psychology, 134 (389-403)
  • A. Szabo, 2013,  Acute psychological benefits of exercise: Reconsideration of the placebo effect, Journal of Mental Health, 22 (449–455)
  • M. Womack, 1992, Why athletes need ritual: A study of magic among professional athletes, Sport and religion, 191-202
  • B.J. Zebb, M.C. Moore, 2003, Superstitiousness and perceived anxiety control as predictors of psychological distress. Journal of Anxiety Disorders, (115-130).

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